PELLEGRINAGGIO FRANCESCANO
Viaggio di Gruppo
Prezzo
695,00
Periodo
5 giorni
dal 06/10/2023
al 10/10/2023
Trasporti
Pullman
Tipologia di Viaggio
Famiglie
Natura
Viaggi di Gruppo
Idea weekend
Tutto incluso
Viaggi Culturali
Misurometro
Città e Borghi
80%
Natura
90%
Religione
100%

PELLEGRINAGGIO NELLA VALLE REATINA

Alle radici del Francescanesimo

La Piana Reatina, chiamata anche Valle Santa proprio perché “abitata” da San Francesco, ci sorprenderà per la sua ricchezza di contenuti. Paesi arroccati sulle alture dei Monti Sabini, Reatini e del Terminillo si guardano l’un l’altro a guardia di quello che era l’antico Lago Velino. Qui la grande spiritualità a tu per tu con la natura restituisce dei luoghi sacri unici che ci riportano alla povertà e all’essenzialità tanto amate da San Francesco.
Nella Valle Reatina, più che altrove, si può respirare ancora il francescanesimo autentico.

 

 

Quotazione a persona in camera doppia €. 695
Supplemento camera singola + €. 100,00

 

Itinerario
Giorno 1
ORVIETO / RIETI
Alle 5.45 ritrovo dei partecipanti nel luogo convenuto, sistemazione in pullman Gran Turismo e partenza alle 6.00 per l’Umbria. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo a Orvieto e pranzo in ristorante in centro.
Nel pomeriggio visita guidata di ORVIETO: il Duomo è tra le più maestose realizzazioni dell'architettura italiana. La sua
imponente facciata gotica, con mosaici e bassorilievi, domina l'intero borgo. Pur restando ignoto l'autore del progetto originale, si sa per certo che dal 1310 la direzione dei lavori passò a Lorenzo Maitani, che con il suo intervento caratterizzerà la struttura in maniera decisiva. All'interno, tra le molte opere custodite, uno dei capolavori della pittura italiana, il ciclo di affreschi raffigurante temi legati al Giudizio Universale dipinto dal pittore Luca Signorelli, succeduto al Beato Angelico tra il
1499 e il 1504. Al lato opposto, in un'altra cappella, è custodito il Reliquiario del Corporale, un celebre capolavoro d'oreficeria eseguito nel 1337 da Ugolino di Vieri, artista senese. Il reliquario custodisce il Caporale che nel 1263 si macchiò di sangue: questo avvenne durante la celebrazione della Messa da parte di un prete boemo senza fede: nel momento in cui egli spezzò l'ostia si verificò una fuoriuscita di sangue. Nella parte posteriore del Duomo si trovano i Palazzi dei Papi, edifici
duecenteschi intitolati a Urbano IV, Martino IV, Bonifacio VIII. Nell'ultimo edificio si trova il Museo dell'Opera del Duomo.

Il centro storico di Orvieto offre una vista spettacolare, essendo situato in collina. Tra gli edifici religiosi più antichi: la chiesa di San Giovenale, costruita nel 1004 e ampliata nel XIV secolo, presenta affreschi di scuola orvietana; la chiesa di San Giovanni, costruita nel 916 sopra il teatro di Costantino con facciata del ‘500; la chiesa di Sant'Andrea, del VI secolo ma completata nel Trecento; la chiesa di San Lorenzo de' Arari; la chiesa di San Francesco del XIII secolo e la chiesa di San Domenico del XIII secolo, che conserva il famoso monumento funebre al Cardinal de Braye di Arnolfo di Cambio.
Tra gli edifici pubblici più rappresentativi: il palazzo Comunale del 1216-1219, il romanico-gotico palazzo del Popolo del XIII
secolo e palazzo dei Sette del 1292. Svettano la torre del Moro del XIII secolo e la torre medioevale di Maurizio con l'originale orologio-statua in cima all'edificio. A palazzo Faina ha sede, oltre alla raccolta di famiglia, il museo Civico, mentre i vicini palazzi papali ospitano la parte più consistente del M.O.D.O. (Museo dell'Opera del Duomo) e il Museo Emilio Greco.
Da vedere anche il bel teatro Comunale intitolato a Luigi Mancinelli (1844). Singolare la visita al pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria per rifornire di acqua la città (1527-1537) di Antonio da Sangallo il Giovane.
Proseguimento per Rieti, sistemazione in hotel nelle camere riservate, cena nel ristorante interno e pernottamento.
Giorno 2
RIETI / Santuario Francescano di Santa Maria della Foresta / RIETI
Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata alla visita guidata di RIETI, dominata dalla cima del Terminillo e ideale punto di partenza per ammirare le meraviglie generosamente offerte dalla Sabina, un territorio particolarmente ricco di santuari francescani, fortezze, castelli e stupende oasi naturali protette. Umbilicus Italiae, ovvero centro geografico d’Italia, Rieti è stata fin dall’antichità una città importante, crocevia tra i monti Sabini e quelli Reatini. Ricca di testimonianze risalenti anche all’epoca romana come medievale, Rieti è un vero e proprio gioiello del turismo in Sabina. Rieti è particolarmente apprezzata per la quiete, per le bellezze del suo passaggio, come pure per l’ottima cucina. La città custodisce eccellenti esempi di architettura civile, militare e religiosa. Un passato glorioso in cui spicca, tra l’altro, San Francesco d’Assisi che qui fu ospite. Tra i monumenti spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta con la sottostante cripta: eretta a cavallo del dodicesimo e tredicesimo secolo, propone un affascinante esterno realizzato in stile romanico e un interno contraddistinto dallo stile barocco. Al suo interno si trovano varie cappelle risalenti al Settecento e numerose opere scultoree realizzate da
importanti artisti, tra i quali Gian Lorenzo Bernini, e una ricca collezione di meravigliosi dipinti. Altre importanti testimonianze di arte sacra sono la Basilica minore di Sant’Agostino, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di San Francesco.
Tra le principali opere civili troviamo il Teatro Flavio Vespasiano, il Palazzo Vescovile, noto anche come Palazzo Papale, il Palazzo Comunale, il Palazzo Vincentini, oltre che un infinità di altri stupendi palazzi come Palazzo Vecchiarelli. Da non mancare infine uno sguardo alle mura romane e medioevali. Proseguimento con la visita guidata della Rieti Sotterranea, che custodisce i resti del viadotto romano fatto costruire per evitare l’impaludamento della Via Salaria, l’antica via del sale.
Questo poderoso manufatto permetteva alla strada consolare di entrare in città, assumendo così un ruolo d'estrema importanza per la Reate romana che necessitava di un diretto collegamento con l'Urbe. La struttura rintracciabile nei sotterranei di alcune nobili dimore è formata da grandiosi fornici, costruiti con enormi blocchi squadrati di calcare
cavernoso, a sostegno del piano stradale (la visita viene svolti in spazi ampi e alti, senza dare claustrofobia).
Rientro in hotel per il pranzo.

Nel pomeriggio visita al Santuario Francescano di Santa Maria della Foresta, a cinque chilometri da Rieti, immerso in una vallata nella quale scorre il torrente dell’Acqua Marina, tutto circondato di boschi di castagni e di roveri. Arrivando al Santuario si incontrano lungo le mura le stazioni della Via Crucis di scuola napoletana del XVIII secolo, provenienti dal Convento di Santa Bonaventura in Frascati e benedette nel 1735 da San Leonardo da Porto Maurizio, propagatore della Via
Crucis. Svolgimento della Via Crucis con il Padre francescano.
Il complesso degli edifici che compongono il Santuario allo stato attuale risale a epoche diverse: prefrancescana, dei Romiti, dei Clareni e seicentesca. Uscendo si incontra la Domus, il luogo dove vennero ospitati San Francesco e i suoi compagni, nel quale si conservano i resti della vasca per pigiare l’uva. Uscendo dalla Domus si accede a un piccolo chiostro accogliente e ci si avvia scendendo alcuni gradini verso il luogo dove San Francesco si ritirava a pregare. In questo Santuario, secondo
l’opinione di alcuni studiosi, avrebbe scritto parti del Cantico delle Creature. Il monumento marmoreo di Lorenzo Ferri situato all’esterno del Santuario rappresenta il Santo che, con le mani al cielo, sembra dire ancora: “Laudato sie, mi’ Signore, per tutte le tue creature”.

In serata, rientro in hotel per la cena e il pernottamento. Eventuale uscita serale con navetta privata*.
Giorno 3
RIETI / GRECCIO / CASCATA DELLE MARMORE / RIETI
Prima colazione in hotel. Partenza per GRECCIO e celebrazione della Santa Messa presso la Grotta del Presepe. Insignito del titolo “borghi più belli d’Italia”, Greccio riserva al visitatore un’infinità di bellezze e un patrimonio artistico e culturale di rara intensità. Questo è un luogo così particolare che perfino San Francesco ne venne colpito. Non a caso, il borgo è celebre per il Santuario Francescano del Presepe di Greccio fondato dal Santo e per essere il luogo nel quale San Francesco diede vita al primo presepe. Qui volle celebrare il Natale nella notte del 1223, rievocando la Grotta della Natività di Betlemme. Visita alla
Cappella del Presepio del 1228, che conserva un affresco di scuola giottesca, e agli ambienti abitati dal Santo e dai suoi frati:
il refettorio, il dormitorio, al piano superiore il dormitorio ligneo del XIII secolo e il coro.
Sul piazzale, che si apre sulla Valle sottostante, si trova la Chiesa nuova del 1959. Oltre ad avere un profondo significato religioso, questa perla della rigogliosa Sabina è anche luogo dove tradizioni e folclore consentono di tornare indietro nel tempo, riscoprendo antichi sapori. La prima cosa che colpisce i visitatori che arrivano a Greccio è senza dubbio la natura incontaminata che circonda il borgo, formata da tanto verde e affascinanti sentieri che si snodano tra i boschi. Sono presenti
numerose testimonianze di un passato glorioso, reso visibile dal maestoso castello.
Tuttavia, le origini del borgo sono ancora più antiche. Il suo nome, infatti, secondo la tradizione, è legato all'arrivo di una colonia greca. Secondo la leggenda, le persone fuggendo da guerra, fame e distruzione, trovarono proprio a Greccio il posto ideale in cui stabilirsi, tra la tranquillità del paesaggio e la posizione strategica che facilitava la difesa. Durante il Medioevo il borgo venne fortificato, tanto che ancora oggi è rimasto quel fascino tradizionale, nonostante i saccheggi e le distruzioni che lo colpirono. Del castello è rimasta ancora una parte dell'antico pavimento e le tre torri ricordano l'antico uso della struttura come fortezza. Dal XVII secolo la torre più alta venne trasformata in un campanile, poiché si trova adiacente alla Chiesa di San Michele Arcangelo. La struttura, risalente al XIV secolo, è stata ricavata proprio da una parte del vecchio castello. Nel corso dei secoli venne distrutta e ricostruita diverse volte, ma ancora oggi al suo interno sono presenti diversi affreschi e opere d'arte che risalgono al XV e al XVII secolo.
Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio visita guidata alla Cascata delle Marmore. La sua creazione risale al 271 a.C.: è una formidabile opera d'ingegneria romana che servì a favorire il deflusso delle acque del Velino, responsabili di frequenti e disastrose inondazioni e della trasformazione di vaste estensioni di terra in malsane paludi. In epoche successive e fino al Rinascimento, vennero compiuti ulteriori lavori di perfezionamento fino all’assetto attuale. Questa grande disponibilità di acqua ha consentito la creazione nella zona di numerosi complessi industriali. L'area della Cascata è formata da depositi di travertino, roccia per natura friabile e non compatta che, con l’intensa circolazione delle acque, ha permesso il formarsi di cavità, grotte e forme "carsiche". Le cavità principali, sia per interesse speleologico, sia per bellezza e suggestività degli ambienti, sono racchiuse in tre distinti complessi: il primo, costituito dalla Grotta della Morta e dalla Grotta delle Diaclasi, ha uno sviluppo planimetrico
di 287 metri e da una profondità massima di 23 metri; il secondo, costituito dalla Grotta delle Colonne, sviluppatasi in due diaclasi principali, che frane successive hanno diviso in ambienti non comunicabili; infine, con uno sviluppo di oltre 190 metri, la Grotta della Condotta, in parte franosa e attraversata da una vecchia condotta.

In serata, rientro in hotel per la cena e il pernottamento. Eventuale uscita serale con navetta privata*.
Giorno 4
RIETI / POGGIO BUSTONE / Santuario di Fonte Colombo / RIETI
Prima colazione in hotel. Partenza per la visita di POGGIO BUSTONE, borgo che sorge su un colle collocato nella parte nordorientale della Piana Reatina. Il sito ha origini molto antiche, che alcuni studiosi fanno risalire all'epoca romana. Il periodo che ha reso celebre il paese, tuttavia, inizia all'alba del XII secolo, quando San Francesco e il suo stuolo di predicatori scelsero proprio queste lande remote per raccogliersi in preghiera. Oltre al caratteristico centro storico, fatto di vicoli, scalinate e casette basse, a Poggio Bustone è possibile ammirare le tante bellezze naturalistiche, che invitano a compiere piacevoli passeggiate nella natura incontaminata. Immerso nel verde, all'ombra dei monti che infondono al luogo un'atmosfera ancor più raccolta e spirituale, è il Santuario di San Giacomo, il quale domina la sottostante "Valle Santa". Posto a dominio della valle, costituisce una delle tappe più suggestive e mistiche dell’intero cammino francescano. La fondazione del Santuario è datata agli inizi del 1200, ma nel corso della storia ha ricevuto parecchi rifacimenti. Fu proprio nella pace e nell'intimità di questi posti che San Francesco si riconciliò con l'uomo e la natura, trasferendo una parte della propria fede alla gente del luogo. Il convento primigenio, fondato nel 1208 proprio da San Francesco, fu ampliato con una Chiesa gotica, dedicata a San Giacomo e costruita durante il XIV secolo, composta da un'unica navata impreziosita da alcuni dipinti del Cinquecento. Il cuore, nonché la parte più antica del complesso religioso, è costituito dal chiostro duecentesco, recante uno straordinario dipinto raffigurante la Madonna col bambino e alcune pitture più semplici, che mostrano scene di vita quotidiana del santo. Più recente è il refettorio, ricco di affreschi risalenti alla metà del XVII secolo e raffiguranti l'ultima cena, l'Immacolata e alcuni santi appartenenti all'ordine francescano. Dal piazzale si apprezza una vista unica sulla Valle e si può salire a piedi (30 minuti) al Santuario superiore, dove Francesco prese coscienza di essere perdonato e amato da Dio.
Per chi lo desidera, momento di preghiera con il Padre Francescano.
Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio, visita al Santuario di Fonte Colombo, molto caro a San Francesco. Situato alle pendici del Monte Raniero, immerso in un magnifico Bosco Sacro di lecci secolari, si presenta assai affascinante per le vive memorie legate alla vita di quell’uomo dall’animo grande che fu San Francesco e dunque per la sacralità che vi si respira. È uno dei quattro santuari francescani che delimitano il cosiddetto Cammino di San Francesco nella Valle Santa reatina, insieme al Convento di Greccio, al Santuario della Foresta e al Santuario di Poggio Bustone. Il significato è particolare, perché è a Fonte Colombo che Francesco ricevette da Dio la Regola definitiva del suo Ordine, esattamente nel punto in cui si raccoglieva in preghiera, all’interno di una fenditura nella roccia. La Regola sarebbe poi stata bollata e approvata dal papa Onorio III nel 1223, e sarebbe stata, di lì in avanti fino ai giorni nostri, il fondamento su cui basare l’esistenza dei cosiddetti Frati Minori. Infine, sempre a Fonte Colombo, al termine di un lungo periodo di tormenti legati a una malattia contratta in Egitto, avvenne la vicenda del drammatico intervento gli occhi, che egli subì miracolosamente senza avvertire dolore, dopo un commovente dialogo con il fuoco. Visita della Chiesa, che conserva diversi affreschi e opere lignee.
Si prosegue con la visita del Romitorio e della Cappella della Madonna detta della Maddalena per gli affreschi in essa conservati e infine del Sacro Speco.
Per chi lo desidera, celebrazione della Santa Messa presso il Santuario.

In serata, rientro in hotel per la cena e il pernottamento. Eventuale uscita serale con navetta privata*.
Giorno 5
RIETI / CASCIA / RIENTRO
Prima colazione in hotel. Check-out e carico bagagli sul pullman.
Partenza i direzione di CASCIA per la visita del borgo situato sul colle di Sant’Agostino. Centro religioso carico di misticismo e spiritualità legati alla devozione di Santa Rita, Cascia custodisce gioielli di grande interesse artistico.
La Basilica Santuario di Santa Rita è un edificio sacro noto in tutto il modo; sorge su un’antica struttura del 1557. In origine vi erano soltanto un monastero e una piccola chiesa, dove erano custodite le spoglie della santa. Per permettere a più pellegrini di recarsi presso la chiesa, è stato deciso di modificare la struttura rendendola più adeguata. La realizzazione è avvenuta tra il 1938 e il 1947. Le opere d’arte più significative sono state eseguite da alcuni artisti come Luigi Montanarini, Gisberto Ceracchini e Ferruccio Ferrazzi.
La monumentale chiesa di San Francesco è stata realizzata dopo due decenni dalla scomparsa del santo. L’elemento di spicco della chiesa è la facciata costituita da un rosone scandito da 18 archi e 18 colonnine. All’interno della chiesa è presente un affresco, opera di Nicolò da Siena, che raffigura la Vergine in trono col Figlio fra due angeli adoranti. Gli altri
affreschi che decorano le pareti della chiesa sono opera di pittori locali e raffigurano alcuni santi come Sant’Antonio da Padova, San Giacomo, San Francesco e Santa Caterina d’Alessandria.
La Chiesa di Sant’Agostino è stata realizzata nell’epoca medievale, precisamente nel 1059. Degna di nota è la facciata in stile gotico decorata da un rosone e motivi floreali. Il portale è scandito da colonne alternate a spigoli, dominate da una lunetta affrescata che raffigura La Madonna in trono con Bambino e i Santi Agostino e Nicola da Tolentino, un’opera attribuita a Paolo di Giovanni da Visso. L’interno è a navata unica e le pareti sono decorate da affreschi risalenti ai secoli XV, XVI e XVII.
Oltre al lato spirituale, si possono apprezzare prodotti locali che fanno di Cascia una bandiera dell’arte culinaria, quali lo zafferano, il farro, i legumi, il tartufo, e la roveja, nonché una raffinata lavorazione di carni e salumi.
Pranzo in ristorante.

Proseguimento del viaggio di rientro. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo previsto in serata.

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Viaggio in pullman Gran Turismo, pedaggi autostradali e parcheggi, ZTL città d’arte + vitto/alloggio autista
  • Sistemazione in hotel 4*, in camere doppie con servizi privati in camera
  • Trattamento di mezza pensione in hotel; bevande incluse per persona: ½ acqua minerale – ¼ vino – caffè
  • Pranzi in ristorante o in hotel; bevande incluse per persona: ½ acqua minerale – ¼ vino – caffè
  • Visita guidata di Orvieto e Rieti
  • Ingressi a pagamento a Orvieto: Pozzo di San Patrizio e Cappella di San Brizio
  • Ingresso a pagamento alla Rieti Sotterranea
  • Ingresso a pagamento e visita guidata della Cascata delle Marmore
  • Assicurazione medico/bagaglio base
  • IVA assolta
  • RC e Fondo di Garanzia obbligatori come da disposizioni di legge

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Facoltativa: polizza annullamento viaggio da richiedere alla prenotazione (non sono previste coperture per annullamenti conseguenti a malattie preesistenti la prenotazione) €. 38,00 per Under 75 / €. 58,00 per Over 75 fino a 85 anni non compiuti – N.B. in caso di apertura di sinistro, la compagnia assicurativa, dopo le dovute verifiche, procede al rimborso della quota versata a saldo dietro presentazione di un certificato valido che attesti la motivazione dell’annullamento, trattenendo una franchigia pari al 10-15% del costo del viaggio
  • Extra personali e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

 

*Uscite serali con navetta privata al centro di Rieti fascia oraria 21.00/24.00: minimo 20 partecipanti €. 14 a persona per ogni serata – minimo 15 partecipanti €. 19 a persona per ogni serata -> servizio da prenotare alla conferma del viaggio, sempre previa disponibilità.


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PELLEGRINAGGIO FRANCESCANO
Prezzo
695,00
Periodo
5 giorni
dal 06/10/2023
al 10/10/2023
Trasporti
Pullman
Tipologia di Viaggio
Famiglie
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